Ora uno studio pubblicato su The Lancet ha finalmente fatto chiarezza: quella cifra è sempre stata completamente arbitraria. La ricerca dimostra che per ottenere benefici significativi sulla salute basterebbe camminare anche un po’ meno, cioè settemila passi. Certo arrivare a 10 mila non guasta, ma di certo non moltiplica in proporzione i benefici.
Cosa dice la ricerca dell’Università di Sydney
Il team guidato dalla professoressa Melody Ding ha analizzato 57 studi internazionali condotti tra il 2014 e il 2025, esaminando dati da oltre dieci Paesi. Il campione comprendeva tra 62mila e 161mila partecipanti, rendendo i risultati particolarmente solidi. I ricercatori hanno scoperto che già a partire da 2mila passi si osservano benefici, ma è intorno ai 7mila che i risultati diventano davvero significativi. A questo livello, camminare quotidianamente riduce il rischio di morte prematura del 47%, quello di sviluppare demenza del 38% e il diabete di tipo 2 del 22%.
Perché 7mila passi sono sufficienti
«La soglia dei 7.000 passi rappresenta un buon punto di partenza per ridurre morbilità e mortalità», ha spiegato al Corriere il professor Theodore J. Strange dello Staten Island – Northwell University Hospital di New York. Per la maggior parte delle persone, settemila passi corrispondono a circa un’ora di esercizio quotidiano. Aggiungere ulteriori tremila passi – pur rimanendo salutare – non porta miglioramenti proporzionalmente maggiori. L’obiettivo non è incentivare la pigrizia, ma rendere l’attività fisica più accessibile anche per chi è sedentario.
Un approccio più realistico al movimento
«Le persone che non si allenano con regolarità potrebbero essere motivate a perseguire un obiettivo alla loro portata», continua Strange. Il professor suggerisce soluzioni pratiche: prendere le scale, parcheggiare più lontano, fare lunghe passeggiate con il cane. L’esercizio dovrebbe diventare parte essenziale della routine quotidiana, al pari di mangiare e dormire. L’abbassamento del limite serve proprio a incoraggiare chi trova sempre scuse per non muoversi.
I benefici per corpo e mente
La ricerca conferma che l’esercizio fisico migliora anche la salute mentale stimolando la produzione di serotonina, cortisolo ed endorfine, che «riducono i sintomi di depressione e ansia», spiega il prof. Strange.