cultura storia

La magia di Giuseppe

Tonino Ferrara
28/07/2018

Ogni gruppo di adolescenti della nostra epoca ha dovuto fare la trafila di tutti i giochi: mazz e piveze, sette pietre, cavalluccio, ciulla, ruba fazzoletto, palla avvelenata e cosé¬ via.


Ogni gruppo di adolescenti della nostra epoca ha dovuto fare la trafila di tutti i giochi: mazz e piveze, sette pietre, cavalluccio, ciulla, ruba fazzoletto, palla avvelenata e cosé¬ via. Poi c'erano i giochi propri di ogni quartiere e, da noi, risaltava il giro d'Italia con le biglie nel quale Ventresca ne usciva sempre vittorioso, cosé¬ come, con le figurine dei calciatori, allo ''schiaffo'' e ''zeccamuro''. Tutto cié² senza parlare del dio Pallone che era come l'ossigeno: indispensabile. Un'estate, dopo aver insegnato le regole ai pié¹ piccoli, riuscimmo addirittura ad organizzare il primo torneo di scacchi di Isernia, con tanto di regali e medaglie. Vennero pietosamente invitati anche ragazzi di rioni rivali, quali S.Spirito e Padre Giacinto, ma solo per il gusto di fargli fare la figuraccia che meritavano. Non ricordo la classifica finale ma mi é¨ rimasta una medaglia, a dimostrazione della nostra caparbietà a far le cose per bene. Resta peré² anche il mistero per come, una dozzina di monelli scalmanati passavano dagli schiamazzi del campetto al silenzio monastico di un giardino, solo per spostare regine e cavalli. Forse ha ragione Cuppino che, l'altra sera alla Madonnina, diceva di sentire ancora una certa magia nell'aria del Villaggio. Foto: presa dal web

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